sabato 2 aprile 2011

I LOVE MY JOB 2.

PHENOMENA
Come ogni giorno l'insegnante arriva in classe per affiancare quella che da mesi è la sua piccola piaga: Phenomena.
Phenomena se ne sta seduta da sola con il capo chino sul suo banco a disegnare piccoli capolavori che a volte vengono sottovalutati.
Mai dal suo insegnante. L'insegnante adesso si avvicina per accostare una sedia al suo banco e farle compagnia intanto che si attende la fine della ricreazione. Phenomena è oggettivamente una bella bambina. Bella e sana. Sana si ma dispettosa. Ok, dispettosa è troppo poco. E' una piccola carogna. Ma ci si abitua a tutto nella vita, anche ai nemici. Si arriva al punto che senza accorgersene ci si affeziona anche al peggiore dei nostri nemici. Disegna Phenomena. Ha 9 anni e disegna senza fermarsi. Usa tutti i colori che ha nell'astuccio e guai a chi le suggerisce di usare i pennarelli per comodità. Lei odia i pennarelli. Solo ed esclusivamente pastelli colorati. La sua mamma li ha già ricomprati almeno 4 volte, mentre i suoi compagni hanno ancora quelli acquistati all'inizio dell'anno scolastico. L'insegnante sta per sedersi accanto a lei come fa sempre e lei, che continua a starsene china sul banco, le dà subito il suo usuale e cordiale benvenuto continuando a colorare le sue bambine con la testa rotonda e senza mai guardarlo in faccia.


Phenomena: Oh No!!! Vattene! Non ti sopporto più!!! Vattene!!!
Insegnante: Buongiorno e per tutto il giorno anche a te.
Phenomena: Io non ti voglio! Ridammi la maestra dell'anno scorso. Mi fai schifo! Mi fai schifo vattene!!!
Insegnante: In effetti anch'io non posso lamentarmi.


L'insegnante dà un occhio al mucchietto di fogli sparsi sul banco di Phenomena. Lei continua a colorare e intanto superata la fase iniziale del rigetto, comincia, sempre con il capo chino sulla sua opera, a raccontare strane storie sull'insegnante che aveva l'anno precedente, sul fatto che avesse 35 gemelle e si sofferma di tanto in tanto sui capelli dell'insegnante attuale, che proprio non le piacciono. Intanto il suo insegnante fa finta di seguirla e accenna qualche parola a caso durante le pause che la bambina fa di tanto in tanto. A lei non importa sapere se lui è attento o no. A lei importa che lui stia lì con lei, anche se il suo atteggiamento è estremamente antipatico, si capisce benissimo che si è affezionata pure lei. Lui invece, il suo insegnante, non riesce a staccarsi da quei disegni. Proprio non ce la fa oggi. Non vede in quei piccoli gioielli disegnati a matita nè le solite compagne di scuola, nè l'altra sua maestra che Phenomena ama disegnare nelle situazioni più strane nè i soliti bellissimi fiori o le grandi farfalle.
Il protagonista di oggi è un bambino che non si era mai visto prima tra i vari foglietti di carta che continuano ad aumentare di giorno in giorno. No. Oggi il protagonista è Sandro. Ed è morto.
In un disegno il corpo di Sandro è steso sul suolo e di fianco a lui c'è la piccola Phenomena che tiene fiera la testa del piccolo bimbo tra le sue mani. Lei gli ha tagliato la testa e quindi è naturale che ci sia sangue ovunque. Lo ha disegnato sul pavimento, accanto al suo corpo, sui suoi vestiti perchè, ovvio, sta tenendo la sua testa e da quella testa esce il sangue che le ha macchiato la maglietta e i pantaloni. Lo ha disegnato sulle pareti di quella ipotetica camera che ospita i due protagonisti dell'opera pittorica, perchè mentre lei tagliava la testa naturalmente il sangue ha sporcato tutti i muri. Ma questo è solo il primo di una vera e propria serie. L'insegnante, prima di iniziare la piccola intervista alla sua adorata, continua a visionare gli altri disegni.
In uno c'è Sandro morto e la sua mamma di fianco a lui che piange disperata. In un altro c'è solo la tomba di Sandro e la sua mamma che vi dispone su dei fiori. E ancora Sandro sgozzato, Sandro con il corpo pieno di tagli. Sandro. Sandro e sangue. Sandro e sangue ovunque.


Insegnante: Scusa ma chi è questo bambino?
Phenomena: E' Sandro.
Insegnante: Ma è un tuo amico? E' un bambino che conosci o lo hai inventanto tu?
Phenomena: Certo che esiste!!! Cosa credi? Senti non ti sopporto più, vattene!!! Vattene via per sempre!!!
Insegnante: Ma perchè lo stai conciando così? Non ti fa pena poverino... guarda come lo hai ridotto...
Phenomena: Non m'importa! - ora ha alzato il capo e sta guardando l'insegnante con la solita aria di sfida -  Non m'importa niente!
Insegnante: Ok, ho capito... ma ti rendi conto di quanto siano brutti questi disegni? Ma cosa succede? Chi è Sandro?
Phenomena: E' un bambino che veniva a scuola con me. Nell'altra scuola. Hai capito adesso???
Insegnante: Ma era un bambino cattivo? Ti ha fatto dei dispetti? Ti ha fatto del male? Come mai stai disegnando queste brutte cose?
Phenomena: Perchè io voglio ucciderlo!
Insegnante: Addirittura dai... cosa avrà mai fatto sto' povero Sandro, dai a me puoi dirlo, no? Perchè vuoi ucciderlo?
Phenomena: Perchè io lo amavo... ma lui non mi amava.


A questo punto l'insegnante non sa cosa dire. Phenomena riabbassa il capo continuando a disegnare. Nella classe tutti gli alunni continuano a giocare in attesa della campanella che annuncia la fine della ricreazione ma... a lui sembra che sia calato il gelo in quell'aula. Riflette su Phenomena, su Sandro e su tutto. 
Phenomena ha 9 anni.
Questa è l'ennesima storia vera. Vera quanto è vero che il suo insegnate da circa 35 anni si fa delle domande.
Oggi finalmente ha trovato una risposta.


3 commenti:

  1. ci sono davvero molti modi per uccidere qualcuno, il suo e' stato creativo.

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